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A proposito di AMA Senegal ed ASP. Interpellanza parlamentare dell’Onorevole Zacchera Seduta della Camera dei Deputati del 26 marzo 2007 ZACCHERA. — Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell’interno, al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. — Per sapere – premesso che: nel 2002 il Comune di Roma per il tramite della propria azienda AMA decise – tramite AMA International e la costituita AMA Senegal – di acquisire un appalto venticinquennale per il recupero e smaltimento dei rifiuti di Dakar, capitale del Senegal; l’iniziativa si e` recentemente conclusa con un clamoroso « buco » che dovrebbe superare i 10 milioni di euro, anche se in data 17 gennaio 2007 il consiglio di amministrazione di AMA International lo stimava in 4.523.876 euro « salvo maggiori oneri per la definizione di un atto di transazione in corso » e nel frattempo i 1.600 dipendenti senegalesi della societa` sono stati licenziati; dopo un primo periodo di operativita` peraltro con una grande massa di assunzioni di dipendenti con mansioni manuali ma pochissimi mezzi tecnici (molti mezzi meccanici che risultavano arrivare « nuovi » in Senegal per capitolato dall’Italia, avevano gia` in realta` operato per anche 20 anni sulle strade romane) la societa` si avviava allo sfascio anche per l’arrivo di faccendieri e strane persone locali che intrecciavano affari in proprio. In particolare la responsabilita` dell’appalto era affidato a tale Alvaro Moretti nella sua veste di direttore generale e poi presidente di AMA Senegal e direttore generale di AMA International; in una incredibile serie di vicende venivano addirittura acquistati (da una societa` olandese rappresentata dal fratello di Samba Saar) 25 automezzi per la raccolta dei rifiuti del tutto inadatti alla bisogna, visto che la nettezza urbana era raccolta a mezzo cassonetti e questi veicoli non avevano l’attrezzatura per scaricarli. Una parte di essi non e` mai stata utilizzata; immagini televisive (ed anche del TG 2 Rai dell’inverno scorso) mostravano dipendenti AMA che – immersi con le gambe coperte dall’immondizia fino alla coscia, in una Dakar traboccante di maleodoranti rifiuti accumulati per le strade – raccoglievano con le mani l’immondizia dai marciapiedi !; tutto cio` portava il governo senegalese nell’ottobre 2005 a disdettare il contratto con AMA Senegal per gravi inadempienze contrattuali e ad iniziare una lunga trattativa poiche´ l’AMA aveva assicurato il contratto con la Banca Mondiale che minacciava quindi di rivalersi comunque sul governo senegalese diminuendo dell’importo assicurato gli aiuti internazionali previsti per quel paese; il contratto e` stato definitivamente disdetto nel settembre 2006 anche a seguito di indagini svolte presso la sede di AMA Senegal dalla D.I.C. (Divisione Investigativa Criminale) senegalese (vedi il giornale Sud Quotidien di Dakar del 20 settembre 2006); nel frattempo l’AMA spa aveva licenziato l’architetto Fabio Massimo Fumelli che – distaccato a Dakar nel 2002 – piu`volte aveva invano documentato ai vertici dell’azienda le incredibili e reiterate vicende cui ci si stava esponendo; a seguito di indagini svolte dalla polizia senegalese sarebbe emersa una voragine finanziaria che vede coinvolto il gia` citato Alvaro Moretti che – dopo essere stato piu` volte interrogato dalla polizia ed aver parzialmente coperto una emissione di assegni a vuoto – sarebbe fuggito dal paese; il clima e le relazioni internazionali del Senegal nei confronti dell’Italia sono state conseguentemente molto compromesse perche´ la catastrofica situazione ambientale venutasi a creare (la citta` di Dakar e` stata per lungo periodo coperta dai rifiuti che hanno anche favorito una epidemia di colera) e` stata presentata dai media locali come colpa degli italiani –: se e come la nostra ambasciata a Dakar abbia compiutamente informato il nostro Ministero degli Esteri di cosa stava avvenendo in Senegal relativamente alla presenza di AMA International e quali disposizioni siano eventualmente state impartite; se – in conseguenza di questa situazione – vi siano stati passi ufficiali delle autorita` senegalesi nei nostri confronti e di conseguenza quali risposte siano giunte da parte italiana; in ogni caso se il MAE abbia contattato in Italia il Comune di Roma e l’AMA in merito a questa vicenda, se vi siano state risposte conseguenti o interventi concreti; se risulti alla nostra rappresentanza diplomatica in Senegal che effettivamente diverse centinaia di ex dipendenti AMA siano tuttora senza lavoro perche´ non riassorbiti dalla nuova societa` francese cui e` stata affidata la gestione dell’emergenza rifiuti a Dakar; come questa vicenda, che l’interrogante ritiene pessima, venga giudicata nel suo complesso dal Governo ai fini dei riflessi sulle iniziative di cooperazione svolte dall’Italia; se sia stato avviato dalle nostre autorita` doganali, dalla Guardia di finanza o dai preposti uffici finanziari un controllo contabile circa le valutazioni dei mezzi ceduti da AMA alle sue societa` consociate e inviati all’estero, ed in particolare se queste cessioni abbiano generato plusvalenze o minusvalenze utilizzabili a fini di bilancio o di vantaggio fiscale, anche al fine di accertare eventuali violazioni della normativa doganale; nel caso cio` sia stato fatto, a quali conseguenze questo controllo abbia portato e – se invece questa azione di controllo non sia stata effettuata – se non ritenga di doverla immediatamente avviare; quali siano i motivi dell’avvenuto licenziamento dell’architetto Fabio Massimo Fumelli. (4-03082)
Precisazione Di Giampaolo Di Gregorio riguardo questa nostra frase derivata dalle notizie trovate in rete:
“Cari amici,
leggo il vostro ultimo post relativo alla vicenda di Ama Senegal. Non entro nel merito delle questioni contenute nell’interlellanza dell’On. Zacchera, ma piuttosto voglio dire qualcosa del cappello introduttivo al post che voi avete messo. “avremmo potuto mettere le foto della gente malata di Malaria a Dakar, la cui causa di diffusione è da ricercare nelle scarse condizioni igienico-sanitarie causate anche da noi taliani. Le foto sono troppo forti, abbiamo deciso di non metterle…”
La descrizione che voi fate di Dakar non corrisponde alla realtà. Cercare foto su internet e dire che rappresentano la fotografia della malaria a Dakar o in Senegal non è esattamente fare della buona informazione. A Dakar, dove vivo, la situazione non è questa e non lo è mai stata.
Qualcuno (la Destra soprattutto) già in passato aveva provato ad abbinare malaria e immondizia a Dakar per polemizzare politicamente, ma francamente vi dico che ciò non è vero assoutamente. La malaria non è legata alle immondizie, ma a fattori endemici ed ambientali che riguardano tutta l’Africa Sub-Sahariana in particolare.
Non riesco a comprendere perchè scriviate che lo foto dellle persone che hanno contratto la malaria sono raccapriccianti. Cioè non è vero. Io ho contratto la malaria 5 anni fa durante un viaggio in una zona paludosa del sud del Senegal e vi assicuro che non ero assolutamente raccapricciante. Sono stato curato splendidamente (anche se ho preferito curarmi presso una clinica privata) e dopo qualche giorno di febbre altissima ho ricominciato la mia ttività normale. In Africa e in Senegal si muore di malaria perchè la gente non ha i soldi per acquistare una medicina che costa solo poco più di 2 euro o pagare un dottore. E forse sarebbe il caso di pensare ai tanti miliardi che si spendono per inutili guerre nel mondo e dirottare pochi fondi in Africa per combattere la malarie e salvare milioni di persone.
Il Senagal e Dakar sono posti splendidi e affascinanti che potete visitare tranquillamente così come hanno fatto amici ciampinesi che sono venuti a trovarmi senza nessun problema.
Grazie a Allah, il Senegal è colpito molto meno dalla malaria rispetto ad altri Paesi limitrofi.
Altra cosa è invece il disastro causato dalla cattiva gestione di Ama Senegal. Sono stati lasciati senza lavoro centinaia e centinaia di persone e il ricordo lasciato dagli italiani non è davvero splendido. Non siamo noi a doverci vergognare di essere italiani, ma tanti pseudo amministratori incapaci e inetti che continuano a vivere sulle spalle dei cittadini perbene.
Se è vero, come dice il vicesindaco di Ciampino, che è possibile adottare la Class-Action a Ciampino, invito tutti a farlo per chiedere a lui e ai responsabili dell’Asp (socio di Ama Senegal) il rimborso del milione e duecentomila euro di deficit derivati dalla vicenda Ama Senegal. Fatelo, facciamolo, e se vinciamo la causa contro i responsabili dell’Asp, possiamo utilizzare quei soldi per salvare, vestire e far mangiare tanti bambini e famiglie.
Vi ringrazio e vi saluto con affetto invitandovi sempre a continuare la vostra opera di informazione.


Io sono fiero di essere Italiano.
Sarebbe opportuno che la vergogna la proverebbero i veri responsabili di quel disastro.
Che poi sono gli stessi che si edificano a buoni amministratori, e che si ergono a paladini dell’ambiente, del sociale, della buona amminiatrazione e della trasparente politica.
Sono persone che si battano il petto davanti l’Altissimo, e poi fanno i loro porci comodi….al di fuori di ogni regola legale e morale!
Per quanto mi riguarda, chi cagiona la morte altrui con terribili sofferenze, gli andrebbe applicata la Pena di Morte,,,,,,senza sconti e senza rimorso alcuno.
,,,,,altro che moratoria contro!!
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 2:45 pm
Tanto per far capire meglio ai lettori del blog chi erano i personaggi che siedevano nel consiglio di Amministrazione di AMA-Senegal (società fallita) e di AMA-International (ceduta alla Genesu sua consociata) bisogna rileggere il post di Filippo postato su democratici.name :
Quel pasticciaccio Asp-AmaSenegal
Prima parte
Filippo ci racconta la questione Asp-AmaSenegal, e anche se la storia sembra la trama di un film vi assicuriamo che è vera.
Mi sono andato a rileggere gli interventi in Consiglio Comunale quando fu posta all’ ordine del giorno una mozione riguardante il problema dell’ Asp e della questione Ama Senegal.
Ho avuto modo di leggere una mail che Di Gregorio ha inviato a ciampinonet e nello stesso tempo ho chiesto informazioni direttamente a quest’ ultimo per capire bene tutta questa storia dellAma Senegal e di come l’ Asp ci fosse finita dentro.
Questa questione finita anche sulla stampa nazionale, servizi del Tg2, finita sul Giornale, sul Foglio,sul Messaggero, sul Tempo, sul Corriere della Sera, su Repubblica insomma tutti ne hanno parlato molto, solo a Ciampino si continua a tentare di tenere sotto silenzio il problema. Certo ne ha parlato Sergio Pede chiedendo a gran voce la rimozione del direttore generalemdell’ Asp, ma appena ha toccato i fili si è bruciato e il Sindaco lo ha cacciato.
Provo a ricapitolare la questione dall’ inizio con gli elementi che ho raccolto grazie anche all’intervento di Balmas in consiglio comunale.
Lo Stato del Senegal emette un bando internazionale per la raccolta dei rifiuti solidi per tutta la Regione di Dakar. In tale bando finche prevista la costruzione di un centro di trasferenza e la costruzione di una nuova discarica controllata e a norma che dovrà sostituire l’ attuale che rappresenta per Dakar una vera emergenza ambientale.
Tale bando viene vinto da una società svizzera che si chiama Alcyon, società che non ha le competenze e le capacita per svolgere tale compito.
Subito entrano in campo due personaggi: uno si chiama Alvaro Moretti, noto avventuriero (leggetevi la sua storia sul sito wb del senatore Augello), con un passato nella cooperazione quando era in mano ai socialisti, con guai giudiziari, un personaggio davvero ambiguo. L’ altro personaggio lo conosciamo bene poichè è l’ attuale direttore dell’ Asp di Ciampino e costui si è sempre vantato, ha sempre detto a tutti che la presenza dell’ Asp in Senegal è merito suo!
I due propongono all’ Alcyon di cedere il contratto vinto con lo Stato del Senegal, ma naturalmente non hanno la forza economica neanche capacità economiche per fare questo.
Quindi si rivolgono all’ Ama di Roma che ne frattempo stava creando una sua dimensione Internazionale con alcune società estere. All’ Ama Roma non va Moretti, ma intercede direttamente il Direttore di Ciampino forte dei rapporti già aperti con questa società (l’ Ama) grazie al lavoro di direttore Generale dell’Asp Ciampino.
Insomma serviva una buona foglia di fico e questa foglia l’avevano trovata a Ciampino.
Nello stesso tempo nel C.d.A. di Ama International, la Società di Ama Spa, entra Filiberto Zaratti che qualche legame con Ciampino lo ha.
Il progetto viene fortemente sponsorizzato, gran battage pubblicitario e Veltroni arriva a dire:
bene se possiamo fare qualcosa per l’ Africa facciamola ma senza gravare
sulle casse comunali e dei cittadini. Testuali paroli prese da un lungo articolo dell’ Espresso su questa vicenda.
E così nasce Ama Senegal con un capitale rappresentato inizialmente dalla quota maggioritaria di Ama International, da un 10% dell’Asp Ciampino e da una società con il 5% che si chiama Prosen. E come mai spunta ora questa piccola società.
Aspettate e lo spiego.
Nel frattempo a Ciampino viene nominato il nuovo CdA dell’ Asp e come nomina Ds vi entra l’ Ing. Massimo Engst. Costui non appartiene ai Ds di Ciampino, qualcuno proptesta all’ interno del Partito, ma gli ordini sono ordini e così Engst è nominato nel CdA dell’ Asp.
Viene creato il Cda di Ama Senegal composto da cinque membri: Il Presidente Alvaro Moretti, due membri di Ama International, un membro dell’ Asp nella persona del Direttore
Generale e un membro di Prosen nella persona di Massimo Engst!
Alè il gioco è fatto! Quindi la Prosen vede tra i suoi azionisti Massimo Engst, oltre all’ Alvaro Moretti e qualcun altro…che lascio a voi scoprire.
Quindi Engst si ritrova in Senegal con molti ruoli, proprietario di Prosen (insieme ad altri), membro del CdA di Ciampino, membro del Cda di Amasenegal e fedele esecutotri di ordini per qualcuno…
Ma perchè Engst era in Senegal? Perchè ha creato la Prosen?
Perchè i Ds hanno nomianto lui nel Cda dell’ Asp di Ciampino?
Non dimentichiamoci mai che tutto avviene sotto l’ ombra di una persona che prima fa il Presidente dell’ Asp e poi diventa sindaco della città: Walter Perandini.
Nello stesso tempo il cugino di Zaratti, Lavagnini diventa Presidente dell’ Asp e oggi vicesindaco. Insomma cambi l’ordine ma il risultato è sempre lo stesso.
Nel frattempo il Moretti pare diventato il padrone dell’ Asp, si reca numerose e infinite volte a Ciampino presso gli uffici del Direttore Generale (e non solo) per elaborare strategie e mosse. Insomma un sodalizio e un matrimonio d’ affari in grade regola!
Allo stato attuale quindi l’ Ama International, che pure ha la partecipazione maggioritaria, mette i soldi e i mezzi in AmaSenegal è MINORITARIA a causa della triplice alleanza, Moretti-De Stefano-Engst (Prosen).
Iniziano a Dakar i viaggi di Engst, del Direttore dell’ Asp che per ben depistare questo suo
impegno accanto a Moretti e Engst, rinuncia anche a prendere il suo compenso di amministratore a Dakar .
Certo la sottovalutazione di AmaRoma è stata gravissima!
Intanto cominciano ad arrivare a Dakar imprese italiane che riforniscono di beni l’ Ama Senegal, imprese tutte collegate ad Alvaro Moretti (solo a lui?) che si portano via un bel pò
di quattrini dal Senegal.
E dopo un pò cominciano ad arrivare anche i soldi da Ciampino per poi arrivare al buco finale ma questo lo potete ben sapere quanto ci sia costata questa vicenda a Ciampino.
I soldi che Amasenegal incassa dallo Stato senegalese, Di Gregorio mi dice che arrivavano sempre regolarmente e solo raramente ci sono stati ritardi ma sembrerebbe che gravi errori siano stati commessi schieranodosi con politici locali piuttusto che con altri. Lo stesso Perandini risulta, è scritto su un giornale senegalese, che ha avuto modo di incontrare il Primo
Ministro di allora Maky Sall insieme a Moretti, De Stefano e altri.
Come se non bastasse pare che il Moretti con il direttore generale dell’Asp e Engst pensassero pure a prendere un nuovo lavoro in Mauritania, ma un lavoro in cui l’ Ama Roma ne fosse esclusa.
Oggi questo signor Moretti, grande amico dei ciampinesi è ricercato dalla polizia senegalese che ha emesso su di lui un mandato di cattura per frode, assegni in bianco e altri reati. Ho letto sempre sui giornali senegalesi, che la polizia fece tempo fa un’ irruzione nella casa dove
abitava per tentare di arrestarlo. Ma lo stesso era velocemente rientrato in Italia.
In tutta questa vicenda sappiamo anche il destino terribile di centinaia di senegalesi che sono rimasti senza lavoro e senza speranza come ha scritto Di Gregorio nella sua mail, ma non
sappiamo ancora perchè l’ Asp di Ciampino è andata in Senegal, perchè c’era Engst, chi altro c’era dentro la Prosen.
Ma lo scopriremo poichè questa questione non può più passare sotto silenzio.
Sappiamo anche che Engst fece un’ ultimo viaggio a Dakar quando già Moretti era scappato
velocemente, per fare cosa?.
Sono stati perduti centinaia di migliaia di euro e non sappiamo dove sono andati a finire e nelle tasche di chi. Si poteva rubare perchè sono in molti a farlo, ma andare a cercare soldi in un povero paese africano dove la fame è ancora una terribile malattia questo no!
Chi ha sbagliato deve pagare e restituire di tasca propria il maltolto. Altro che rischio di impresa! Deve pagare e basta!
Siamo stati accusati noi italiani da tutta la stampa senegalese di essere mafiosi a causa di questa vicenda.
Ma a costo di andare a Dakar e capire ancora meglio quello che è accaduto non dobbiamo dimenticare questa vicenda!
Filippo
N.D.R.- L’ASP ha chiuso il bilancio del 2006 con oltre un milione e duecentomila euro di passivo, questo passivo inevitabilmente graverà sui cittadini , questo è il regalo che il Re Sole,anz il Re Sòla, ha fatto a Ciampino.
E dobbiamo ancora parlare della vicenda della sorgente Appia…….
Quel pasticciaccio Asp-Amasenegal
Terza parte
Sembrerebbe da notizie raccolte che durante un viaggio in Senegal, Perandini, Demetrio De Stefano e Alvaro Moretti si siano recati in Mauritania per analiizare la possibilità di lavori
inerenti sempre alla raccolta dei rifuti nella capitale Mauritana.
Tale lavori sembrerebbe che non dovessero essere presi da Ama Senagal ma direttamente da altri. Da chi? Prosen forse? o Asp? o altra società?
Tale viaggio in Mauritania era solo un viaggio di piacere o appunto seguire questioni personali?
Filippo
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 4:25 pm
Dal sito : http://www.borsarifiuti.com
GESENU alla guida di AMA International
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22 January 2008
La GESENU spa ha acquisito il 70% del capitale di AMA International, l’azienda costituita nel 2002 in seno al gruppo AMA (attivo nella raccolta e recupero dei rifiuti per il comune di Roma), con l’obiettivo di sviluppare le attività del gruppo all’estero.
GESENU, società umbra mista pubblico-privato attiva da anni nella gestione dei rifiuti, era già socia di minoranza dell’azienda e ora guiderà il suo sviluppo in campo internazionale.
Con questa decisione, formalizzata dopo una lunga trattativa, l’Amministrazione comunale capitolina ha dato seguito all’indirizzo di disimpegno di AMA dalle attività estere, nel quadro di una complessiva rifocalizzazione strategica della missione aziendale sulla qualità del servizio nella città di Roma. AMA resta proprietaria del 30% dell’azienda. “L’acquisizione ribadisce l’importanza strategica per GESENU di un impegno significativo nei Paesi del Mediterraneo, nel Medio Oriente e nell’Europa dell’Est”, spiega l’Amministratore Delegato di GESENU, Carlo Noto La Diega, “a supporto dello sviluppo e dell’adeguamento agli standard europei dei sistemi di protezione ambientale e delle connesse attività di corretta gestione di rifiuti”.
Grazie a questa operazione in Egitto, dove la società perugina è già presente nella città di Giza (1 milione e 600mila cittadini serviti) e dove AMA International gestisce due settori della città di El Cairo (Nord e Ovest per un totale di 5 milioni circa di cittadini serviti), sarà possibile operare
importanti sinergie che interessano oltre 6 milioni e mezzo di abitanti con concrete ricadute lavorative per oltre 8 mila famiglie locali.
Con quest’acquisizione, GESENU, attiva anche ad Abu Dhabi in partnership con un importante operatore locale, rinsalda la propria presenza nell’area del Mediterraneo, dove costituisce uno dei principali poli di riferimento per il ciclo integrato dei rifiuti.
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 4:29 pm
Scusatemi se vi tedio ma credo che siano informazioni importanti per chi non le avesse mai lette.
Vi posto un articolo del “Il giornale”, questo articolo è di settembre 2007 precedente al posto precedente ma è interessante (io di solito non leggo questo quotidiano). Ci fa capire meglio chi si arricchisce : la genesu e i vari personaggi di cui sopra, e chi paga : i cittadini romani, i cittadinidi Ciampino e i poveri cittadini senegalesi (che sono quelli che hanno pagato il prezzo più duro).
Ama international, in arrivo la «svendita»
di Daniele Petraroli – venerdì 28 settembre 2007, 07:00 Stampa Dimensioni Versione PDF Invia ad un amico Vota1 2 3 4 5 Risultato
La storia fallimentare di Ama International, coperta da milioni di euro di debiti e figuracce a livello mondiale, potrebbe essersi chiusa ieri. Il consiglio di amministrazione di Ama ha deliberato di cedere il 60 per cento delle azioni della propria società «gemella» al gruppo Gesenu. Mentre un’altra parte dell’azionariato, il 10 per cento, potrebbe finire al Monte di Paschi di Siena, ancora indeciso se esercitare il proprio diritto di opzione. Ma per capire meglio il senso, e la portata, di questi sviluppi occorre fare un passo indietro. Al 17 luglio precisamente, quando la municipalizzata dei rifiuti decide di ripianare il debito di Ama International con un nuovo aumento di capitale. Oltre 7 i milioni investiti (7.422.204 euro). In seguito a tale sottoscrizione Ama torna proprietaria al 100 per cento del capitale sociale di International. È a quel punto che i soci di minoranza (Gesenu e Monte dei Paschi per l’appunto) maturano il diritto di opzione e prelazione sull’inoptato entro il primo ottobre. E ieri la svolta. La Gesenu, che ha come socio di maggioranza il gruppo Sorain Cecchini di proprietà dell’avvocato Manlio Cerroni che gestisce anche la discarica di Malagrotta, si impegna a rilevare il 60 per cento delle azioni. Mentre il Monte dei Paschi ci pensa su. Bisogna precisare, a questo punto, che in seguito all’aumento di capitale ai 2 milioni e mezzo di azioni ordinarie è stato dato il valore nominale di 1 euro l’una. Ed è proprio a questo prezzo che Gesenu (per un massimo di un milione e mezzo di euro) e, forse, Monte dei Paschi compreranno.
In pratica Ama, nel gestire International, ha perso tre volte. Prima con le perdite dovute alla disastrosa condizione in cui la società ha operato, poi, a luglio, ricapitalizzando per oltre 7 milioni e ora vendendo a un prezzo molto più basso la maggioranza dell’azienda al gruppo Gesenu. Per tutti questi motivi il consigliere d’amministrazione Dario Ricciuto ha votato contro la proposta di deliberazione presentando anche un appunto da riportare sul verbale di consiglio: «Nel suo complesso la vicenda Ama International è stata fortemente negativa per Ama. Infatti ha perso interamente il capitale versato, azzerato per reintegrare le perdite. Versa ulteriori 7 milioni e mezzo e, nella migliore delle ipotesi, si vedrà restituire dai soci di minoranza circa 1.650.000 euro». Come non fosse abbastanza, poi, nel caso si concretizzi la vendita a Gesenu, Ama si impegna a indennizzare la società di Cerroni per i contenziosi in corso per le commesse Senegal e Honduras. Fino a due milioni e mezzo nel primo caso, un milione nel secondo. Un affarone per Gesenu, un «buco nero» per i soldi dei contribuenti romani. Questa è stata Ama International.
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 4:36 pm
Quesito pubblico a: Walter Veltroni (Sindaco di Roma), Walter Perandini (Sindaco di Ciampino ed ex Presidente ASP), Ascenzio Lavagnini (Vice -sindaco di Ciampino ed ex Presidente ASP) a Claudio Morgia Presidente ed Amministratore unico dell’ASP.
Quando verrà a costare ai cittadini di Roma e di Ciampino la vicenda di AMA-Senegal? Al Presidente ed ai Consiglieri di Amministrazione di AMA-Senegal gli è stato chiesto il risarcimento dei danni materiali e morali per i danni di immagine che hanno creato a Roma, a Ciampino e all’Italia tutta.
Gradiremo una risposta in assemblea pubblica.
Grazie.
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 4:46 pm
Grazie Toninor per questo contributo completo ed esauriente.
Commento di Claudio73 — Gennaio 27, 2008 @ 4:52 pm
Toninor,
tutta fatica sprecata.
Per carità, la tua ricostruzione è stata eccellente.
Fatica sprecata perchè noi già all’indomani dello scandalo proposto da Rai 2 protocollammo subito una mozione.
Andatevi a rileggere quel consiglio comunale: il Sindaco disse che era tutto a posto e che ci dovevamo vergognare come opposizione per lo sfruttamento di notizie false e tendenziose.
Tutta la maggioranza di centro sinistra fece quadrato intorno a tutta la faccenda, e nessuno si pose il dubbio: ma che è successo davvero?
Il DG venne in consiglio e rideva pure.
Ecco la cittadinanza dovrebbe fare causa a questa gente, e chiedere i danni a loro e a tutto il CdA.
E Perandini si dovrebbe VERGOGNARE al cospetto dei suoi concittadini per quello che è successo in Senegal.
Adesso vedremo quando porteranno il bilancio in consiglio chi avrà la faccia come il culo di votarlo!!!
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 5:48 pm
abbiamo modificato il post in seguito alla correzzione di Giampaolo Di Gregorio che ci ha corretto riportandoci i fatti reali.
Commento di sofficio — Gennaio 27, 2008 @ 5:50 pm
Tutto questo lo avevamo già scritto sui nostri blog da tre mesi.
E’ tutto di dominio pubblico da anni. Vedere su internet, le relazioni di Augello, Angelilli. Le denunce di giornali italiani ma anche senegalesi.
Solo che AmaSenegal è di Ama International che è del Comune di Roma. E chi è il Sindaco di Roma ?
Come vedete le responsabilità, seppur indirette vanno molto in alto.
Chi siamo noi per interferire negli affari internazionali?
Commento di sergio pede — Gennaio 27, 2008 @ 5:59 pm
Caro Sergio,
siamo quelli che hanno partecipato indirettamente a questo scandalo.
E tramite la nostra azienda ASP ci abbiamo rimesso la faccia e i soldi, grazie a politici come Perandini e partiti come quello dei DS.
Bella roba!!!!
ce davvero di che essere fieri!
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 6:04 pm
Io sono fiero di persone come lui:
http://www.corriere.it/esteri/08_gennaio_27/new_yorker_beppe_grillo_8b2db246-ccf3-11dc-bed8-0003ba99c667.shtml
che combattono per il bene
Commento di Simone — Gennaio 27, 2008 @ 6:08 pm
Si ma Simone, figlio caro,
siamo noi Ciampinesi che dobbiamo praticare la svolta.
Grillo è bravo, certamente, ma che può fare da noi??
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 6:14 pm
Viaggio nella città che non vuole l’Ama
48 ore a Dakar nell’inefficienza di Ama Senegal
Un forte senso di bruciore alla gola e agli occhi. Ma anche un profondo senso di vergogna per quello che Ama, società italiana, sta facendo in Africa. Queste le prime impressioni a caldo dopo poco meno di 24 ore di visita nella capitale del Senegal, Dakar, travolta dall’inefficienza della gestione dei rifiuti da parte di Ama Senegal. E già, perché basta girare normalmente nelle strade di questa città africana, nota ai più solamente per la famosa gara che parte da Parigi, per sentirsi addosso questi “sintomi”. Provare per credere. Bisognerebbe proprio far venire qui tutti quelli che a Roma continuano a dire che nulla è successo, che è tutto normale. Ma la situazione evidentemente è ben altra. Falò in mezzo alle strade, nuvole di fumo che si alzano di giorno e di notte in ogni quartiere, cumuli di rifiuti ovunque, vere e proprie discariche a cielo aperto accanto alle case, fuori dagli ospedali, davanti alle scuole, nei posti dove giocano bambini di neanche cinque anni. E ci vuole coraggio nel tacere di fronte a questa situazione. Ci vuole il coraggio di Ama, società del Comune di Roma, che dopo la denuncia di alcune settimane fa di An e Ugl, ha replicato dicendo che la situazione è sotto controllo e che solo alcuni quartieri di Dakar vivono questa situazione d’emergenza. La verità però è sotto gli occhi di tutte le persone che insieme al capodelegazione di An al Parlamento europeo, Roberta Angelilli, l’eurodeputato di An, Alessandro Foglietta, e al vicesegretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, sono venute in Senegal per continuare l’indagine sui misfatti dell’Ama. Abbiamo parlato con la gente comune, ma anche con rappresentanti di istituzioni locali e imprenditori. Tutti, tranne quelli che avevano interesse a non far scoppiare lo scandalo, ci hanno detto la stessa cosa: i cittadini di Dakar stanno vivendo da alcuni mesi una situazione di vera e propria emergenza umanitaria. Lo scandalo Ama Senegal, di cui si era già parlato qualche settimana fa, ha radici negli ultimi tre anni. La società che non riesce neanche a tenere pulita Roma, l’Ama, ha ben visto di costituire una serie di rami internazionali, uno di questo in Senegal. Tralasciando le ampie zone d’ombra nella stesura e nella firma del contratto con il governo senegalese, l’Ama Senegal si sarebbe dovuta occupare della gestione, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Avrebbe dovuto costruire una discarica e mettere in campo mezzi, uomini e soprattutto una strategia per gestire la nettezza urbana di Dakar. Il condizionale è d’obbligo, visto che nulla è stato praticamente fatto. A partire dalla discarica, che già nei progetti non rispettava le norme comunitarie imposte dal contratto, per finire nelle operazioni quotidiane di raccolta dei rifiuti. Mezzi obsoleti, lavoratori non retribuiti, centinaia di licenziamenti. Danni all’ambiente e grave pericolo per la salute dei cittadini. Questo il bel servizio fornito dall’azienda capitolina che ha visto bene di portare alto il nome di Roma e dell’Italia in Senegal, creando questo scandalo. Scandalo che, tra l’altro, forse non sarebbe mai arrivato agli onori delle cronache italiane se, tragicamente, a settembre 2005 non ci fosse stata una grave epidemia di colera. Provate ad immaginare la situazione. Una città piena di rifiuti in ogni angolo, con i cittadini costretti a scendere dalle abitazioni e creare tante piccole discariche a cielo aperto. Con l’arrivo della stagione delle piogge la tragedia sanitaria è ben immaginabile: rifiuti sparsi per tutta la città e scarsa igiene. Ad ottobre 2005 i dati parlavano di 23.000 casi di colera e circa 300 decessi. Ma questi numeri potrebbero tranquillamente essere in crescita. La situazione è talmente tanto grave che sui siti ufficiali è stata diramato un appello per i turisti occidentali in partenza per Dakar: fate attenzione, è stato scritto, nella capitale senegalese c’è una recrudescenza di colera. Purtroppo però negli ultimi mesi la situazione non è cambiata, anzi forse è addirittura peggiorata. Il fatto che colpisce di più non è tanto la sporcizia a Dakar. Piuttosto non si può fare a meno di notare la mancanza di cassonetti, di mezzi, di “spazzini”, di gestione del problema rifiuti. Ormai i cittadini senegalesi sono talmente tanto esasperati da aver preso l’abitudine di bruciare sistematicamente l’immondizia per evitare la tubercolosi e varie malattie della pelle. Facendo in questo modo, però, l’aria viene quotidianamente inquinata con esalazioni altamente tossiche che portano disturbi al sistema respiratorio. Ci è bastato scendere un attimo dal nostro pullman per avvertire l’odore nauseabondo e i fumi tossici. Colpisce, poi, che tutti i cittadini con cui abbiamo parlato a Dakar sanno perfettamente chi è il responsabile di questa vicenda: non c’è stata una persona, infatti, che non ci ha parlato di Ama Senegal. Evidentemente c’è una grande familiarità con il nome di questa azienda che non può più esimersi dal dare delle risposte ai cittadini senegalesi. La situazione è quindi così ben delineata. Peccato che nessuno faccia sostanzialmente nulla. In Italia l’Ama continua a tenere in profilo basso con il sindaco di Roma che si trincera dietro ad un semplice “no comment”. E tutto questo stride ancor di più se pensiamo all’immagine mediatica che si è creata Veltroni. Ovvero il Sindaco che va a portare i banchi per un asilo in Rwanda o l’uomo politico che si batte per l’abolizione del debito dei paesi del terzo mondo. Peccato, però, che qui in Senegal nessuno lo ha mai visto. E l’unico segno tangibile della presenza romana è la famigerata Ama Senegal che ha rovinato la qualità della vita dei cittadini di Dakar. E’ quindi evidente la responsabilità morale di Veltroni in questo assurdo scandalo senegalese. “Diremo al Sindaco di Roma che deve risolvere immediatamente questa situazione emergenziale”, hanno detto Roberta Angelilli, Renata Polverini e Alessandro Foglietta agli imprenditori senegalesi che lavoravano con Ama Senegal e che ancora chiedono dei pagamenti arretrati. “Daremo voce alla lettera aperta delle imprese di Dakar: non si può andare avanti così”, ha continuato il capodelegazione di An, che ha anche presentato varie interrogazioni al Parlamento europeo. La vicenda che stiamo cercando di raccontare ha dei contorni a tratti surreali, tanto che quando vediamo arrivare in macchina alcuni strani personaggi che incominciano a minacciare i cittadini che ci raccontavano la situazione, rimaniamo un po’ tutti interdetti. Il massimo, poi, si raggiunge quando arriva nel nostro albergo la polizia di Dakar che ci intima, senza uno straccio di mandato, di consegnare macchine fotografiche e telecamere. E come se non bastasse ci viene pure detto che abbiamo compiuto “un grave crimine” e che le nostre stanze saranno perquisite e noi saremo arrestati se non consegniamo tutto il nostro materiale. Incredibile. Stavamo facendo un reportage per aiutare il popolo senegalese e, per tutta risposta, siamo stati “sequestrati” nel nostro albergo con il rischio di perdere tutto il nostro lavoro. Toni aggressivi e momenti di grande tensione. Per fortuna poi la situazione è andata migliorando con l’arrivo dell’Avvocato di Stato con cui avevamo preso contatto in precedenza. Evidentemente avevamo dato fastidio a qualcuno. Evidentemente c’è in gioco qualcosa di molto grande che non deve essere pubblicizzato. Alla fine, nonostante tutto, siamo riusciti a tenerci foto e video e, se tutto va bene, tra qualche ora ci imbarcheremo per tornare in Italia. Certo è che la questione Ama Senegal non si chiude qui. C’è ancora molto da dire e molto da fare. Prima della prossima epidemia di colera, prima di altri drammi per la gente di Dakar. Intanto servirebbe che qualcuno si prendesse la responsabilità di questo disastro senza voler mettere a tacere tutto questo scandalo. Ci ha provato la polizia di Dakar e non ci è riuscita. Sarebbe imbarazzante se adesso in Italia nessuno volesse parlarne. Il popolo senegalese, intanto, aspetta delle risposte urgenti.
Strategia europea per i diritti dei minori
Viaggio nella città che non vuole l’Ama
48 ore a Dakar nell’inefficienza di Ama Senegal
Un forte senso di bruciore alla gola e agli occhi. Ma anche un profondo senso di vergogna per quello che Ama, società italiana, sta facendo in Africa. Queste le prime impressioni a caldo dopo poco meno di 24 ore di visita nella capitale del Senegal, Dakar, travolta dall’inefficienza della gestione dei rifiuti da parte di Ama Senegal. E già, perché basta girare normalmente nelle strade di questa città africana, nota ai più solamente per la famosa gara che parte da Parigi, per sentirsi addosso questi “sintomi”. Provare per credere. Bisognerebbe proprio far venire qui tutti quelli che a Roma continuano a dire che nulla è successo, che è tutto normale. Ma la situazione evidentemente è ben altra. Falò in mezzo alle strade, nuvole di fumo che si alzano di giorno e di notte in ogni quartiere, cumuli di rifiuti ovunque, vere e proprie discariche a cielo aperto accanto alle case, fuori dagli ospedali, davanti alle scuole, nei posti dove giocano bambini di neanche cinque anni. E ci vuole coraggio nel tacere di fronte a questa situazione. Ci vuole il coraggio di Ama, società del Comune di Roma, che dopo la denuncia di alcune settimane fa di An e Ugl, ha replicato dicendo che la situazione è sotto controllo e che solo alcuni quartieri di Dakar vivono questa situazione d’emergenza. La verità però è sotto gli occhi di tutte le persone che insieme al capodelegazione di An al Parlamento europeo, Roberta Angelilli, l’eurodeputato di An, Alessandro Foglietta, e al vicesegretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, sono venute in Senegal per continuare l’indagine sui misfatti dell’Ama. Abbiamo parlato con la gente comune, ma anche con rappresentanti di istituzioni locali e imprenditori. Tutti, tranne quelli che avevano interesse a non far scoppiare lo scandalo, ci hanno detto la stessa cosa: i cittadini di Dakar stanno vivendo da alcuni mesi una situazione di vera e propria emergenza umanitaria. Lo scandalo Ama Senegal, di cui si era già parlato qualche settimana fa, ha radici negli ultimi tre anni. La società che non riesce neanche a tenere pulita Roma, l’Ama, ha ben visto di costituire una serie di rami internazionali, uno di questo in Senegal. Tralasciando le ampie zone d’ombra nella stesura e nella firma del contratto con il governo senegalese, l’Ama Senegal si sarebbe dovuta occupare della gestione, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Avrebbe dovuto costruire una discarica e mettere in campo mezzi, uomini e soprattutto una strategia per gestire la nettezza urbana di Dakar. Il condizionale è d’obbligo, visto che nulla è stato praticamente fatto. A partire dalla discarica, che già nei progetti non rispettava le norme comunitarie imposte dal contratto, per finire nelle operazioni quotidiane di raccolta dei rifiuti. Mezzi obsoleti, lavoratori non retribuiti, centinaia di licenziamenti. Danni all’ambiente e grave pericolo per la salute dei cittadini. Questo il bel servizio fornito dall’azienda capitolina che ha visto bene di portare alto il nome di Roma e dell’Italia in Senegal, creando questo scandalo. Scandalo che, tra l’altro, forse non sarebbe mai arrivato agli onori delle cronache italiane se, tragicamente, a settembre 2005 non ci fosse stata una grave epidemia di colera. Provate ad immaginare la situazione. Una città piena di rifiuti in ogni angolo, con i cittadini costretti a scendere dalle abitazioni e creare tante piccole discariche a cielo aperto. Con l’arrivo della stagione delle piogge la tragedia sanitaria è ben immaginabile: rifiuti sparsi per tutta la città e scarsa igiene. Ad ottobre 2005 i dati parlavano di 23.000 casi di colera e circa 300 decessi. Ma questi numeri potrebbero tranquillamente essere in crescita. La situazione è talmente tanto grave che sui siti ufficiali è stata diramato un appello per i turisti occidentali in partenza per Dakar: fate attenzione, è stato scritto, nella capitale senegalese c’è una recrudescenza di colera. Purtroppo però negli ultimi mesi la situazione non è cambiata, anzi forse è addirittura peggiorata. Il fatto che colpisce di più non è tanto la sporcizia a Dakar. Piuttosto non si può fare a meno di notare la mancanza di cassonetti, di mezzi, di “spazzini”, di gestione del problema rifiuti. Ormai i cittadini senegalesi sono talmente tanto esasperati da aver preso l’abitudine di bruciare sistematicamente l’immondizia per evitare la tubercolosi e varie malattie della pelle. Facendo in questo modo, però, l’aria viene quotidianamente inquinata con esalazioni altamente tossiche che portano disturbi al sistema respiratorio. Ci è bastato scendere un attimo dal nostro pullman per avvertire l’odore nauseabondo e i fumi tossici. Colpisce, poi, che tutti i cittadini con cui abbiamo parlato a Dakar sanno perfettamente chi è il responsabile di questa vicenda: non c’è stata una persona, infatti, che non ci ha parlato di Ama Senegal. Evidentemente c’è una grande familiarità con il nome di questa azienda che non può più esimersi dal dare delle risposte ai cittadini senegalesi. La situazione è quindi così ben delineata. Peccato che nessuno faccia sostanzialmente nulla. In Italia l’Ama continua a tenere in profilo basso con il sindaco di Roma che si trincera dietro ad un semplice “no comment”. E tutto questo stride ancor di più se pensiamo all’immagine mediatica che si è creata Veltroni. Ovvero il Sindaco che va a portare i banchi per un asilo in Rwanda o l’uomo politico che si batte per l’abolizione del debito dei paesi del terzo mondo. Peccato, però, che qui in Senegal nessuno lo ha mai visto. E l’unico segno tangibile della presenza romana è la famigerata Ama Senegal che ha rovinato la qualità della vita dei cittadini di Dakar. E’ quindi evidente la responsabilità morale di Veltroni in questo assurdo scandalo senegalese. “Diremo al Sindaco di Roma che deve risolvere immediatamente questa situazione emergenziale”, hanno detto Roberta Angelilli, Renata Polverini e Alessandro Foglietta agli imprenditori senegalesi che lavoravano con Ama Senegal e che ancora chiedono dei pagamenti arretrati. “Daremo voce alla lettera aperta delle imprese di Dakar: non si può andare avanti così”, ha continuato il capodelegazione di An, che ha anche presentato varie interrogazioni al Parlamento europeo. La vicenda che stiamo cercando di raccontare ha dei contorni a tratti surreali, tanto che quando vediamo arrivare in macchina alcuni strani personaggi che incominciano a minacciare i cittadini che ci raccontavano la situazione, rimaniamo un po’ tutti interdetti. Il massimo, poi, si raggiunge quando arriva nel nostro albergo la polizia di Dakar che ci intima, senza uno straccio di mandato, di consegnare macchine fotografiche e telecamere. E come se non bastasse ci viene pure detto che abbiamo compiuto “un grave crimine” e che le nostre stanze saranno perquisite e noi saremo arrestati se non consegniamo tutto il nostro materiale. Incredibile. Stavamo facendo un reportage per aiutare il popolo senegalese e, per tutta risposta, siamo stati “sequestrati” nel nostro albergo con il rischio di perdere tutto il nostro lavoro. Toni aggressivi e momenti di grande tensione. Per fortuna poi la situazione è andata migliorando con l’arrivo dell’Avvocato di Stato con cui avevamo preso contatto in precedenza. Evidentemente avevamo dato fastidio a qualcuno. Evidentemente c’è in gioco qualcosa di molto grande che non deve essere pubblicizzato. Alla fine, nonostante tutto, siamo riusciti a tenerci foto e video e, se tutto va bene, tra qualche ora ci imbarcheremo per tornare in Italia. Certo è che la questione Ama Senegal non si chiude qui. C’è ancora molto da dire e molto da fare. Prima della prossima epidemia di colera, prima di altri drammi per la gente di Dakar. Intanto servirebbe che qualcuno si prendesse la responsabilità di questo disastro senza voler mettere a tacere tutto questo scandalo. Ci ha provato la polizia di Dakar e non ci è riuscita. Sarebbe imbarazzante se adesso in Italia nessuno volesse parlarne. Il popolo senegalese, intanto, aspetta delle risposte urgenti.
Strategia europea per i diritti dei minori
Commento di sergio pede — Gennaio 27, 2008 @ 6:18 pm
lui ha dato gli imput. altrimenti stavamo ancora tutti a dormire. ci ha fatto capire che si deve ricominciare dal basso, e mi pare che un inizio qui c’è. tu che usi molto questo blog per comunicare con molte persone (anche se non tutte rispondono) prima non c’era e tutto quello che facevi nel bene o nel male rimaneva sospeso nell’aria. c’era disgregazione di notizie e di azioni. qui c’è un raggrupparsi di fatti, senza mezzi termini, tutto più chiaro e alla portata di tutti per creare un archivio importantissimo di eventi. è un primo passo il resto verrà…
Commento di Simone — Gennaio 27, 2008 @ 6:23 pm
Caro Sergio Pede,
perchè dici chi siamo noi per interferire negli affari internazionali? Spero che sia una domanda provocatoria?
Ho voluto riproporre la storia di AMA-Senegal semplicemente per ricordare che il conto poi arriva ai cittadini, quelli onesti che pagano le tasse.
I furbi e le società privato/pubbliche se li pappano.
Se la tua domanda non fosse provocatoria allora dovrei dire che ti devo dare un pò meno di disistima che do agli altri personaggi della politica ciampinese di sinistra di destra e di centro.
Credo comunque che sia provocatoria.
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 6:27 pm
Dopo tutte queste porcherie, e l’accusa del Governo Senegale di ECOMAFIA Italiana,
cosa si aspetta ancora per sciogliere il consiglio comunale di Ciampino, e indire nuove elezioni?
Cosa aspettano a portare alla sbarra i responsabili di un simile attentato alle persone?
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 6:38 pm
Confermo domanda provocatoria anche a costo di prendermi più disistima da parte tua.
Commento di sergio pede — Gennaio 27, 2008 @ 6:39 pm
Ok grazie sofficio per aver corretto.
Commento di Mouh — Gennaio 27, 2008 @ 7:03 pm
Ciao,
Come stai Giapy?
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 7:05 pm
Se è vero, come dice il vicesindaco di Ciampino, che è possibile adottare la Class-Action a Ciampino, invito tutti a farlo per chiedere a lui e ai responsabili dell’Asp (socio di Ama Senegal) il rimborso del milione e duecentomila euro di deficit derivati dalla vicenda Ama Senegal. Fatelo, facciamolo, e se vinciamo la causa contro i responsabili dell’Asp, possiamo utilizzare quei soldi per salvare, vestire e far mangiare tanti bambini e famiglie.
Vi ringrazio e vi saluto con affetto invitandovi sempre a continuare la vostra opera di informazione.
Commento di Mouh — Gennaio 27, 2008 @ 7:06 pm
Io benino giovanni a parte il caldo e tu?
Commento di Mouh — Gennaio 27, 2008 @ 7:07 pm
Sto bene grazie.
In quanto alla class action adesso vedo di preparare qualcosa, se è possibile.
Vediamo se gli rompo le uova nel paniere.
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 7:09 pm
Caro Sergio,
ti conosco e ti stimo non posso dirti per adesso chi sono, ma ti verrò presto a trovarti non ho avuto tempo. La disistima era provocatoria anchessa. La vicenda è iniziata da subito èed è esplosa negli ultimi due anni.
Io avevo già letto quell’articolo di 48 ore a Dakar. In merito alla questione io ed altri compagni dei DS chiedemmo spiegazioni a titolo personale e di cittadini al Walter locale, la risposta fu che c’era stato a Dakar una specie di tsunami e che la destra ci stava speculando. In poco tempo tutto sarebbe ritornato a posto.
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 7:12 pm
sarebbe bene farla in tanti. se è vero che la class action serve a chiedere i danni causati da eventi non dipendenti dalla volontà dei cittadini, il buco dell’asp causato dall’innefficenza di amministratori inetti nella vicenda ama senegal può essere un buon avvio. questo buco di 1.200.000 euro che sarà pagato dalle casse comunali e quindi da cittadini ha causato un danno alla città. quindi avanti con la class action come dice il vicesindaco.
Commento di Mouh — Gennaio 27, 2008 @ 7:13 pm
a dakar non c’è mai stato nessun tsunami…che spero invece arrivi presto per qualcuno caro tonino
Commento di Mouh — Gennaio 27, 2008 @ 7:14 pm
Caro Toninor,
ah era colpa dell’opposizione?
Adesso facci una cortesia, quando vai alle riunioni del PD, digli di Vergognarsi.
Ha sulla cosienza tutta quella merda, e la butta in politica?
Ma una coscienza questo scellerato Sindaco ce l’ha?
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 7:19 pm
Caro Giovanni,
scusami hai letto la precisazioni di Mouh? Originariamente Alleanza Nazionale tentò effettivamente di strumentalizzare la vicenda. Mi rileggevo il verbale di quel consiglio comunale, insomma non siete approdati a molto come opposizione mi pare, ma non dobbiamo ora metterci a discutere se è meglio la sinistra o la destra. Come per il livello Nazionale anche a Ciampino ci sono degli esponenti dei partiti seri e validi e diciamo così degli incompetenti a (come anche nel tuo partito così pure nel mio).
Se proprio vuoi conoscere la coscienza del Sindaco vai da lui e glielo chiedi direttamente.
Commento di toninor — Gennaio 27, 2008 @ 7:56 pm
Caro Toninor,
Della cosienza del Sindaco se è pulita o meno, me ne frego, ed è affar suo, il mio era un discorso politico.
Della strumentalizzazione di AN non so nulla, io non sono mai stato in quel partito, pur essendo simpatizzante della destra.
La mozione e tutto il resto su ASP e Dakar è stato fatto emergere sempre e solo da me, poi gli altri si sono sempre affiancati come era giusto fare all’interno della CdL, e visto che in consiglio comunale vanno loro.
Ad Agosto tutto il casino di Sorgente Appia è stato portato in consiglio grazie sempre a me.
Non voglio e non mi servono medaglie, lo faccio per la mia città: però ci tengo a precisare che il lavoro lo facciamo sempre in pochi, e poi tutti si danno un tono.
Commento di Giovanni — Gennaio 27, 2008 @ 11:49 pm
Caro Giovanni,
ho capito senza conoscerti che sei una persona come me. Fai le cose senza interesse personale. Anche io sono fatto così. Ora spero di trovare qualche amico nel PD che la pensa come noi, credo che qualcuno già ci sia. Anche a me di quello che fa il Sindaco come persona ed anche alcune scelte politiche sue non mi frega niente altre che riguardano l’amministrazione della città invece mi interessano.
Il sindaco ti garantisc che è il meno peggio della corte di cui è contornato.
Finchè esistono i vassalli esiste anche il re che si pò chiamare Walter, Francesco, Tonino o Giovanni.
E’ purtroppo un male tutto italico. Io ho girato un pò per il mondo (con i soldi miei) e i paesi che ho apprezzato di più sono :Olanda, Finlandia, Svezia tra quelli in grande espansione democratica metto anche la Spagna.
In questi paesi il rapporto governo/citadini è molto democratico. Poche o inesistenti auto blu. In Olanda i parlamentari vanno in treno ed in autobus. Non è difficile incontrare per strada i membri della casa reale che passeggiano come comuni cittadini.
Buona giornata a tutti.
Commento di Tonino — Gennaio 28, 2008 @ 6:10 am
lo dico di cuore a tutti e a Tonino in particolare, non cerchiamo neanche lontanamente di paragonare l’Italia ai paesi citati, esistono conclamate ragioni di carattere storico per le quali la distanza “civile”, tra noi e Loro, si misura in anni luce; possiamo solo provare a prenderli come esempio e cercare di tradurre le Loro conquiste secondo i nostri principi, ma qualsiasi paragone è assolutamente privo di senso. ( e vale anche per Germania/Francia/Gran Bretagna/Danimarca ecc.ecc., al massimo, se vogliamo essere minimamente seri possiamo assimilarci, ma ancora per pochissimo tempo alla Spagna.
Non è un caso che i paesi citati (tranne la Spagna) hanno avuto ed hanno un rapporto decisamente “lasco” con la Chiesa di Roma-Stato Vaticano.
Commento di emilio — Gennaio 28, 2008 @ 9:38 am
Le bandiere ci limitano la visione, ci imprigionano in un contesto locale, ci chiudono la mente.
Io sono cittadino del mondo, ed anche se geograficamente il senegal mi è lontano, comunque mi rode il ..lo per quello che è successo.
Basta co sti orgogli di essere italiani, l’orgoglio gay, l’orgoglio di sinistra, l’orgoglio di destra. Non ci riduciamo a questo, dovremmo essere orgogliosi di aver avuto la possibilità di essere al mondo, visto che non lo decidiamo noi, e come tali dovremmo aiutare chiunque non può sorridere per motivi di libertà, fame, salute, a ritrovare una felicità.
Lo stesso vale per la politica.
Non c’è più destra o sinistra che tenga, ma solo l’orgoglio di fare il giusto, che storicamente non è di destra e tantomeno di sinistra.
Io sono orgoglioso di non essere orgoglioso.
Commento di Il messia — Gennaio 28, 2008 @ 1:56 pm
Caro Messia,
hai le idee alquanto confuse.
Strano, il messia è colui che viene e sa!!!!
Comunque, Io sono Italiano, e in quanto Italiano anche cittadino del Mondo.
Non solo lo rimarco fieramente, ma sono orgoglioso di non appartenere a un certo titpo di Sinistra Perandiniana!!!
Le Bandiere?
La mia sventola alta,,diciamo sulla destra del mio cuore.
Per carità, una mia opinione ma il m io orgoglio Ialico non me lo tocca nessuno.
Se in questo nostro Paese Italia, ci fosse un pizzico di Nazionalismo in più, non guasterebbe affatto.
Commento di Giovanni — Gennaio 28, 2008 @ 8:56 pm
A Giovà,
tu che giri il mondo e c’hai ‘na bandiera che ancora sventola mi sai dire una cosa:
MA CHI CAZZO E’ STO “UOMO CHE FA LE UOVA” DEL PERANDONE???? sto a impazzì ho pensato a tutti i nomi e cognomi che c’hanno a che vedè con uccelli, galline, tacchini e affini…!
Commento di Andrea Acciari (quello che abita sempre vicino la redazione perandona) — Gennaio 28, 2008 @ 9:05 pm
Caro Tonino ti ringrazio,
anche se sei di idee contrarie alle mie, accetto quel che hai detto.
Spero che nel tuo partito ci siano ancora delle persone oneste e non opportuniste.
Che vogliano davvero bene ancora a questa malandata città, finita sotto le grinfie di Perandini e la sua ciurmaglia politica, e che hanno distrutto la voglia di fare politica.
Commento di Giovanni — Gennaio 28, 2008 @ 9:06 pm
Na mezza idea me la sò fatta,,,
pero devo verificare alcune sfumature!
E poi vi dico.
Commento di Giovanni — Gennaio 28, 2008 @ 9:07 pm
seeee a Giovà, mentre noi ci facciamo le idee, domani WALLy riparte sereno e beato per un altro mesetto…alla faccia di tutti!!!
PS
hai visto le liste del direttivo del PD??? hai visto che crepa che hanno dato a GIGLIO?
Commento di Andrea Acciari (quello che abita sempre vicino la redazione perandona) — Gennaio 28, 2008 @ 9:10 pm
Eh ma lui è il primo della classe,,,
Giglio sicuramente tramera qualcosa dopo le elezioni del PD.
State a vedere!
Ma un posto con Vartere sull’aereo del desiderio me lo trovate?
Sono sicuro che al suo ritorno troverà delle sorprese nella sua Perandinopoli.
Commento di Giovanni — Gennaio 28, 2008 @ 9:13 pm
dici?
ma…io sento sento di tutto di più, ma poi non vedo niente…!
A me piacerebbe, anche solo per curiosità, capire quanto è costato quel viaggetto in romania che hai pagato pure tu Giovà…!
Commento di Andrea Acciari (quello che abita sempre vicino la redazione perandona) — Gennaio 28, 2008 @ 9:19 pm
Ma io di questo viaggio non ho mai capito quando è successo.
Ma insomma il Perandone dice dice e poi non dice tutto.
Vedremo in seguito.
Passiamo al PD.
Ma i suoi elettori non si vergognano un po di eleggere nel direttivo consiglieri e assessori attuali?
Ma è democrazia questa?
Se sta bene a loro?
E poi che nomi: roba forte!
Commento di Giovanni — Gennaio 28, 2008 @ 9:24 pm
Andrea caro vado a cena
ci sentiamo più tardi.
ciao
Commento di Giovanni — Gennaio 28, 2008 @ 9:30 pm
Ho capito bene? Giglio trombato???
ahahahah mò aspetto i poemi del pozzo senza fondo (e mò vediamo se è davvero senza fondo!)
Commento di Claudio73 — Gennaio 28, 2008 @ 10:01 pm
Non è trombato ma rischia di non essere eleto per il direttivo provinciale i socialisti ed i DS sono per il lupetto.
I nomi nuovi sono affiliati a vari clan.
L’ho già scritto sul post di Grillo.
Compagni e compagne se andate a votare il 10 febbraio o annullate tutte le schede o non andate è il solito clan.
Mi avevano chiesto di candidarmi, io ho risposto che se c’era un cambiamento vero nel direttivo mi candidavo. Non ho avuto risposta. Non andrò a votare il 10 febbraio dovrebbero fare così tutti quelli del PD che sono persone trasparenti.
Commento di Tonino — Gennaio 29, 2008 @ 10:34 am
Mah Tonino, chiunque tu sia, non ti capisco, davvero. Continui a professarti un sostenitore del PD e poi non ti candidi, non voti,inviti a disertare…Come dovrebbe avvenire secondo te il cambiamento, se non attraverso le persone? In cosa speri, nell’illuminazione divina che riporti tutti sulla retta via? Avevi la possibilità di far sentire la tua voce, perchè hai rinunciato? Se non hai alcuna fiducia in quel partito, che caspita ci stai a fare ancora lì dentro?
Commento di Cinzia — Gennaio 29, 2008 @ 11:28 am
la considerazione di Cinzia, su Tonino, mi sembra piuttosto coerente;
e riprende per altro il “terrore” che sta invadendo le stanze delle segreterie politiche di sinistra in vista delle elezioni: ASTENSIONE.
I segnali ci sono tutti, resta però incomprensibile l’atteggiamento di tutti, e dico tutti, i gruppi dirigenti: ce ne fosse uno che avesse fatto un minimo di “mea culpa”, uno straccio di dimissioni, mezza scusa; macchè anzi più arroganti di prima cercano cecamente, e minacciano anche! di mettere sotto ricatto “noi”, il Loro elettorato, i Loro militanti, con la solita solfa del “Nemico alle porte”.
detto ciò da adesso in poi mi asterrò da commenti elettorali; sanno farsi benissimo del male da soli! ( vedi in che miseria politica si sono cacciati i rifondaroli ciampinesi)
una nota invece a favore della ns. amm.ne comunale finalmente c’è,
incredibile ma vero hanno fatto qualcosa di sinistra: gli autobus gratis durante il blocco delle auto.
(sarà mica un errore)
Commento di emilio — Gennaio 29, 2008 @ 11:47 am
mi è arrivato ora, un articolo del Messaggero su un deposito illegale di auto nel nostro comune.
Sindaco, Vice.Sindaco, Assessori? la date una risposta almeno alla stampa? o deve intervenire la magistratura?
gli assessori all’ambiente (Fuiano/Malavolta/LAvagnini) hanno qualcosa da dirci su passato-presente e futuro di questa storia?
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=17791&sez=HOME_ROMA
Commento di emilio — Gennaio 29, 2008 @ 11:56 am
Gli scassoni? A Ciampino – Con l’impennata delle rimozioni il Clt ha problemi di spazio. Soprattutto non sa dove sistemare gli “scassoni”, quelle macchine vecchie che i proprietari non sono mai andati a ritirare. Così a Ciampino un terreno nei pressi dell’aeroporto viene adibito a deposito di “lunga giacenza”. E’ un deposito a cielo aperto: con olii e liquami che rischiano di penetrare pericolosamente nel terreno. Interviene l’Arpa (l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente). La polizia denuncia Remo Abbatiello delle Ecofermet ma anche Luca Pucci, Stefano De Angelis e Ezio Di Salvo, tutti del Clt, per danno ambientale e per aver «volontariamente aggirato le prescrizioni imposte dal capitolato speciale della gara d’appalto per il servizio di rimozione». Ma la polizia fa di più: il 27 giugno del 2006 comunica le denunce alla prefettura di Roma (che ogni anno redige l’elenco dei soggetti titolari di depositerie della provincia) e alla polizia municipale di Roma che ha il compito di effettuare i controlli sulla regolarità dei depositi.
Commento di Simone C. — Gennaio 29, 2008 @ 12:09 pm
L’ASTENSIONE la capisco, ma non credo sia un terrore per nessuno. Per essere eletti bastano pure quattro persone che votano. Non capisco invece chi predica l’astensione ma poi continua a professarsi militante di un partito. Tonino ce l’ha detto in tutte le salse che è del PD, che ci crede, che vuole vedere cambiamenti, ecc.ecc. ma poi che fa? Si astiene. In tutto c’è una logica, ne sono sicura, ma la sua per ora mi sfugge.
Commento di Cinzia — Gennaio 29, 2008 @ 12:19 pm
Cara Cinzia,
hai fatta un analisi precisa e te ne sono grata. Il mio era un grido di allarme rivolto al PD. Perchè so che ci leggono.
Io due persone le ho individuate per votarle al direttivo locale, ritengo secondo la conoscenza che ho ma soprattutto secondo la mia coscienza politica sono valide.
Per quanto riguarda la mia candidatura nel direttivo del PD, mi è stata chiesta solo da una persona che ritengo amica. Io gli ho detto ma riusciamo ad organizzarci per una svolta interna e soprattutto riusciremo ad apririci all’esterno ai cittadini. Cioè io credevo in quel partito nuovo che avesse dentro un pò tutte le anime. Il mio amico proprio per questo mi ha detto, dai non fare lo stupido lo sai che qua le cose sono già organizzate.
Alcuni candidati come dicevo apparentemente nuovi stanno là o per contorno o perchè cercano un occupazione anche temporanea al comune o all’ASP. Qualcuno delle new entry lo dice anche pubblicamente.
P.S.
Cara Cinzia,
chissà se forse un domani saremo insieme, parlo politicamente è ovvio. La strada aperta per adesso voglio fare un percorso nel PD.
Commento di Tonino — Gennaio 29, 2008 @ 3:43 pm
hai fatto un analisi precisa
Sorry… non mi confondete con il mio amico Cosimo. Io scrivo peggio di lui.
Ciao!
Commento di Tonino — Gennaio 29, 2008 @ 3:44 pm
Eddai, lasciatelo perde il poro Cosimo, che quando si scrive di getto scriviamo male tutti, orrori ortografici compresi.
Commento di Cinzia — Gennaio 29, 2008 @ 3:51 pm
A Cinzia vabbè che vuoi passare per SANTA ed APOSTOLICA, ma in quel caso, lo scrivere lentamente o velocemente non significa niente: io non posso (come te) pensare velocemente o meno di progettare una casa perchè non ho alcuna cognizione di geometria descrittiva, tecnologia, ecc. allo stesso modo come alcune persone non hanno alcun dato di logica, cognizione, sintassi o grammatica nel proprio cervello!
Purtroppo cara Cinzia, non siamo tutti uguali, ci sono i furbi, gli onesti, i magri, i saggi, i pigri, i malati, i robusti, i pensierosi, i tristi e GLI IDIOTI TOTALI!
Commento di Seeeeeeee — Gennaio 29, 2008 @ 4:08 pm
Addirittura SANTA ed APOSTOLICA mò!! No, io miro, molto meno ambiziosamente, a raggiungere un giorno l’atarassia.
Per maggiore comprensione, copio e incollo dalla mitica wikipedia:
…il termine indica quella condizione esistenziale ideale caratterizzata da assoluta imperturbabilità di fronte alle passioni e, perciò, assente da ogni dolore.
L’è dura, ma prima o poi ce la farò…lo sento.
Commento di Cinzia — Gennaio 29, 2008 @ 4:17 pm
Quando c’è l’hai fatta dimmelo anche a me come si fa.
Credo che bisogna avere le facce di bronzo…
Commento di Tonino — Gennaio 29, 2008 @ 4:30 pm
Ciao a tutti
a tonino e all’atarassica cinzia
che si dice di bello?
Commento di Mouh — Gennaio 29, 2008 @ 4:52 pm
Ragazzi mi dicono le signore, che la tassa sulla monnezza è già aumentata da quest’anno. Ovviamente questo non c’è scritto sul sito del Comune.
Commento di Tonino — Gennaio 31, 2008 @ 6:07 am
Però Lupi si vanta di aver abbassato l’ICI e l’addizionale comunale…
Commento di Claudio73 — Gennaio 31, 2008 @ 9:06 am
Per forza m’ho insieme con il paparino ‘cha da du case della nuova 167.
Se stanno tutti già da fà, incluso chi rappresenta pseudocoperative.
Commento di Tonino — Gennaio 31, 2008 @ 10:05 am
io a oggi sò per certo che amasenegal mi deve ancora sei mesi di arretrati non pagati e quattro anni di liquidazione bravi e grazie a queste persone che oggi aspetto spero che i miei soldi ve li spendiate in medicine
Commento di loredaNO — Giugno 2, 2009 @ 8:41 pm