.:Apriamo gli Occhi:.

Giugno 19, 2008

Lavori alla Stazione di Ciampino. Scrivete questa mail e fatevi sentire…

Archiviato in: ambiente, politica, sociale — Tag: — claudio73 @ 11:09 pm

Gentilissimo Ing. Vona,
da cittadino Ciampinese, la scomodo per farle notare una cosa.
Come lei benissimo saprà (spero), i lavori alla stazione principale di Ciampino sono terminati più di un mese fa.
Non volendo commentare la durata degli stessi (oltre 70 giorni, cominciati verso la fine di Febbraio e terminati a metà Maggio!, con conseguente disagio da parte dei cittadini che ne usufruiscono), mi preme farLe notare che comunque il marmo liscio rende difficile la percorribilità delle scale dalle persone che devono utilizzarle, soprattutto nei giorni di pioggia.
Anni fa, con i vecchi gradini, era stata praticata un’ abrasione del marmo per garantire alle persone un maggior attrito dei piedi, anche in caso di pioggia, ed evitare spiacevoli cadute. Una mia prima domanda è: perchè stavolta non è stata fatta? Si rende conto di quanto risultino scivolosi quei gradini in condizioni normali? Si rende conto di che pericolo crea ai cittadini in caso di pioggia? Ha mai provato a scendere quelle scale in questi giorni in cui l’estate tarda a venire, e soprattutto nei giorni scorsi in cui la pioggia ci faceva compagnia quasi a tutte le ore?

Volendo evitare la polemica per quanto scritto sopra, vengo al punto:
Visto che le scale della stazione erano sotto la Sua sovraintendenza (c’era scritto sul cartello dei lavori), mi spiega perchè i residui della ditta appaltatrice sono ancora al loro posto dopo oltre 35 giorni dal termine dei lavori? Le allego qualche foto di come si presenta l’ingresso delle scale ad oggi 19 Giugno, oltre un mese dopo il termine dei lavori. Le pare corretto che certi residui rimangano come panorama dei Ciampinesi??
Le porgo i miei più distinti saluti, certo che con questa lettera Lei possa provvedere al più presto.

Le foto le potete vedere qui (da mandare in allegato)

http://groups.msn.com/Apriamogliocchi/shoebox.msnw?action=ShowPhoto&PhotoID=3

http://groups.msn.com/Apriamogliocchi/shoebox.msnw?action=ShowPhoto&PhotoID=2

http://groups.msn.com/Apriamogliocchi/shoebox.msnw?action=ShowPhoto&PhotoID=1

l’indirizzo di posta elettronica è: vona@comune.ciampino.roma.it

GRAZIE !


6 Commenti »

  1. …HO MANDATO ANCHE IO UNA MAIL A TUTTA LA GIUNTA, AL SINDACO, A VARI GIORNALI, AL PERANDONE, A COLIBRI’, A LUPI, ALLA WEBtV….ECC ECC ECC….STAREMO A VEDERE

    Commento di A.A. — Giugno 20, 2008 @ 1:18 pm

  2. so soldi sprecati, potevano fare uno scivolo, in modo che le persone anziane e no possano andare a fare la spesa senza fatica alla TODIS, cioè abolire le famose barriere architettoniche.
    Si vede che loro non ne hanno bisogno, potendo andare con le auto e fischiandosene delle persone anziane o no che non hanno la macchina, le quali per rispiamare sono costrette andare alla TODIS

    Commento di pedro — Giugno 20, 2008 @ 3:46 pm

  3. … per lo meno oggi hanno tolto le plance elettorali…

    Commento di claudio73 — Giugno 23, 2008 @ 9:48 pm

  4. bella consolazione

    Commento di pedro — Giugno 25, 2008 @ 9:37 am

  5. Tralasciando il fatto che per rifare 2 rampe di scale sono stati impiegati oltre 2 mesi di tempo,tralasciando altresi’il fatto che il materiale di risulta del cantiere e’rimasto accatastato su un lato del sottopassaggio per un altro mese abbondante(ora finalmente l’hanno tolto)rifacendomi al commento di pedro che giudicava utile la realizzazione in luogo dei gradini di una rampa per agevolare gli anziani e i disabili,io stesso scrissi una mail all’assessore Malavolta,proponendogli questa soluzione,vale a dire di realizzare,almeno su un lato del sottopasso,una rampa al posto dei gradini,ebbene la sua risposta fu la seguente:mi disse di aver riportata la mia proposta all’ufficio tecnico perche’la riteneva buona e attuabile,ma i responsabili gli spiegarono che la rampa avrebbe avuto troppa pendenza e che quindi sarebbe stata pericolosa.
    Risultato odierno:niente rampa,niente abbattimento delle barriere architettoniche ma in compenso,un sottopasso nuovo di zecca.
    Giudicate voi….

    Commento di Fabio — Luglio 7, 2008 @ 8:00 am

  6. Regione Lazio: 23mila euro per i pennoni
    delle bandiere, 240mila per i display informativi

    di Davide Desario
    ROMA (8 luglio) – Quando vi capita di passare sulla Cristoforo Colombo davanti alla sede della Regione Lazio guardate attentamente le tre bandiere: quella dell’Unione Europea, quella dell’Italia e quella della Regione. Per farle sventolare bene abbiamo pagato 23mila euro. E questa è soltanto una delle strane spese della Regione Lazio che ha imposto un clima di austerity a 5 milioni di cittadini amministrati con la giustificazione dei conti in rosso della sanità che necessitano di un risanamento. Ma il rigore sembra riguardare l’intero territorio regionale e i suoi abitanti, a parte l’edificio di 12 piani sulla Cristoforo Colombo che ospita gli uffici di Marrazzo e degli assessori che compongono l’esecutivo. Leggendo le carte si scoprono molte altre spese discutibili: 240mila per installare dei display, davanti agli ascensori, in sostituzione dei classici pannelli con le informazioni sugli uffici; 800 euro per comprare una targa (una) in ottone per l’ufficio di segreteria dell’assessore al Bilancio come già pubblicato dal Messaggero; senza dimenticare il caso clamoroso della cena a Villa Piccolomini costata 1.300 euro per quattro rappresentanti istituzionali e i loro accompagnatori.

    Alta la bandiera. La richiesta di sostituire i pennoni per le bandiere di rappresentanza è di febbraio. A farla è direttamente la Struttura Grandi Eventi e Pubbliche Relazioni del presidente Piero Marrazzo. Il motivo? I pennoni precedenti risultano ormai vecchi e non più adeguati alle esigenze di rappresentanza e sicurezza.

    E così ad aprile, con la determina A1203, il direttore del Dipartimento Istituzionale, Raniero De Filippis, firma l’ok alla spesa: 19.100 euro più Iva per un totale di 22.920 euro per nove pennoni in fibra di vetro e resina alti 12 metri. Non viene fatta alcuna gara d’appalto. La fornitura se la aggiudica la ditta Vincenzo Serpone srl di Napoli i cui prezzi, secondo De Filippis, «risultano essere adeguati e convenienti rispetto a quelli di mercato». Se lo dice lui.

    Le indicazioni? Sul display. Ogni cittadino che entra in un ufficio pubblico ha quasi sempre seri problemi ad orientarsi. La segnaletica interna, infatti, è spesso carente e non è affatto facile indovinare dove siano certi sportelli, certi impiegati e certi dirigenti. Un problema che alla Regione Lazio hanno voluto affrontare alla grande. Non i soliti cartelli e nemmeno pannelli componibili. Hanno fatto molto di più.

    Come prima cosa hanno esternalizzato il servizio di accoglienza della Palazzina “B”: ad ogni piano, alla confluenza dei quattro corridoi ci sarà una postazione che avrà il compito di fornire assistenza ai visitatori. Peccato che (come si legge anche nella determinazione 42338) se un visitatore sale con gli ascensori “laterali” o con le scale, senza un’adeguata pre-informazione, ignorerà la postazione informazioni. Insomma, si passi il gioco di parole, mancano le informazioni per arrivare al punto informazioni.
    E allora la Regione è corsa ai ripari. Come? Non certo con dei banali cartelli con freccia che indica dove si trova il punto informativo del piano. E’ stato deciso di installare dei display a messaggio variabile davanti agli ascensori della palazzina “B” e nell’atrio di quella “C”: una specie di schermi al plasma con le frecce per le indicazioni. Il costo? 199.843,45 euro al netto di Iva. Una spesa che, per soli 57 euro di differenza, permette di evitare la gara d’appalto ma di procede con l’affidamento diretto dei lavori dopo aver consultato almeno cinque operatori diversi. Così alla fine si è speso 240mila euro per segnalare ai visitatori dove si trova il punto informazione.

    L’ottone a peso d’oro. Una targa di ottone lucido, con il logo bianco, rosso, verde e blu della Regione Lazio in testa. E poi la scritta: “Assessorato Bilancio – Programmazione Economica Finanziaria e Partecipazione Segreteria Assessore”. Talmente bella e indispensabile da non badare a spese. Nemmeno in tempi di “magra” assoluta, quando il deficit regionale è alle stelle, quello della sanità inchiodato a cifre da capogiro e il presidente Piero Marrazzo richiama continuamente i “suoi” alla «sobrietà». La targa in questione, infatti, è costata 660 euro più Iva, vale a dire quasi 800 euro.

    E il codice etico? «Mentre i cittadini sono costretti da tre anni a tirare la cinghia, a pagare tasse super e ad assistere inermi al taglio dei servizi soprattutto in ambito sanitario e sociale – denuncia Fabio Desideri, consigliere regionale della Rosa per l’Italia-Cristiano popolari – il governo regionale vola alto spendendo a pioggia come se il Lazio fosse la regione più virtuosa d’Italia. Il tutto, ed è grave, in barba allo sbandierato Codice etico di cui, dopo la fase di propaganda, nulla si è più saputo. Già, che fine ha fatto?».

    davide.desario@ilmessaggero.it

    Commento di Andrea Acciari — Luglio 8, 2008 @ 1:38 pm


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